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Anatomia di un logo

28 agosto 2026

Anatomia di un logo — Jan Nava, agenzia di comunicazione Valle Camonica

Tutto parte da una griglia

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La prima fase è lo studio delle proporzioni. Il monogramma "JN" (Jan Nava) viene costruito su una griglia modulare in cui ogni elemento, spessore delle aste, curvatura della "J", inclinazione della "N" è definito a partire da un'unità base, la x. Distanze come 3/4 x e 1/2 x regolano il rapporto tra le lettere e il posizionamento del testo, così che nulla sia lasciato al caso.

Il risultato è un simbolo geometrico e bilanciato, dove la "J" stilizzata e la "N" piena si incastrano in un blocco compatto, riconoscibile anche a colpo d'occhio.

Un sistema, non un'immagine sola

Il logo non vive in un'unica versione. Il sistema prevede layout orizzontali e verticali, per adattarsi a spazi diversi: la firma "JAN.NAVA" e la dicitura "AI.STRATEGIC.EXPLORER" cambiano posizione mantenendo sempre coerenza e leggibilità, un' agenzia di comunicazione deve rendere il logo identificativo e su misura.

A questo si aggiungono regole di clear space, un'area di rispetto pari a 4x attorno al marchio, che garantiscono al logo il respiro necessario per non essere mai soffocato da altri elementi.

Colore e monocromia

Il marchio funziona in due anime. Le applicazioni monocromatiche (nero su bianco, bianco su nero, positivo e negativo) assicurano che il logo resti impeccabile anche dove il colore non è disponibile.

Le variazioni cromatiche giocano invece su due palette forti e contemporanee:

  • Lime acido (#cfd71f) su nero
  • Azzurro elettrico (#2babe3) su nero
  • Il nero profondo (#020203) fa da base costante, esaltando la vividezza degli accenti.

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Scalabilità e tipografia

Un logo deve funzionare tanto su un cartellone quanto su una favicon. Per questo sono definite dimensioni minime precise fino a 13 mm / 37 px sotto le quali il testo secondario viene semplificato per preservare la leggibilità.

A completare il sistema c'è la tipografia: la font istituzionale è Proxima Nova, usata nei pesi Medium ed ExtraBold, mentre il brandmark mantiene le forme geometriche custom del monogramma.

Perché tutto questo conta

Dietro un logo apparentemente semplice c'è un'architettura di regole che ne garantisce la coerenza in ogni applicazione, dal biglietto da visita al pattern di sfondo. È questa disciplina invisibile a trasformare un segno grafico in un'identità riconoscibile.

Un marchio ben costruito non si nota per quanto è complesso, ma per quanto funziona ovunque.